VINI BIANCHI

Mastrobono - Platino

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Terreno: medio impasto tendente all’argilloso
Tipi di uve con cui e’ prodotto il vino: uvaggio di autoctoni
 
Altitudine s.l.m. : 250mt
Tipo di allevamento delle piante: a filare 
Tipo di vinificazione: tradizionale a temperatura controllata 
Abbinamenti gastronomici: Bianco di grande struttura si accosta egregiamente a formaggi stagionati, zuppe, pesce spada ed a piatti dai sapori decisi.

Riconoscimenti

Guida Veronelli  due stelle

Curiosità

Mastrobono …. Simbolo, per la quercia, di un’amicizia nuova, una ritrovata e altre confermate, di tradizioni, di affetti ritrovati e di amore per il territorio …l’omaggio a Mastro Melchiorre Bono, scalpellino abruzzese , artista minore, poco noto e come tanti altri fondamentale nell’arricchimento del territorio … forse dimenticato
Vino ottenuto da un uvaggio di autoctoni a bacca bianca con prevalenza di trebbiano.
Maturato per due anni in grandi botti di rovere ed affinato in bottiglia.
La vinificazione con lunga macerazione del succo con la buccia permette di ottenere un prodotto dal caratteristico colore giallo paglierino e dal profumo intenso, fruttato con lievi sentori di mandorla amara, sapore secco e rotondo.

Lettering

Carattere: Bank Gothic Light - Carattere creato nel 1930 da Morris Fuller Benton per l’ATF (American Type Founders), assomiglia alle incisioni murarie del tardo XIX secolo. Il carattere viene definito come una “esplorazione di forme geometriche” di sapore neogrottesco (corrente in voga all’epoca, confluita poi sotto l’egida del surrealismo). Il carattere è stato molto utilizzato al cinema per locandine e poster: Matrix (serie completa), The Day After Tomorrow, 24, Hancock. Pulizia di linee e semplicità di colori e di impianto compositivo come segni della volontà di non aggiungere orpelli e alterazioni che disturbino l’attenzione. È la qualità intrinseca il punto focale del visual merchandising di questo prodotto: il prodotto può vantare un’attenta selezione delle materie prime, una lavorazione accurata e il massimo rispetto per le sue caratteristiche innate, e a un tale equilibrio tra il favore della natura e la dedizione dell’esperto non è appropriato aggiungere troppo. Il carattere trae ispirazione dalle incisioni murarie del tardo Ottocento, creando un nesso affettivo con la pietra di cui sono fatti i paesini abruzzesi e che è stata scolpita da mastro Bono e dai suoi colleghi attraverso tutte le epoche.


Trebbiano D'Abruzzo DOP/DOC Superiore - "La Quercia"


Uvaggio: 100% Trebbiano 
Terreno: medio impasto tendente all’argilloso
Altitudine s.l.m. : 250m
t 
Tipo di allevamento delle piante: filare 
Densita’ delle piante per ha: filare 3600
Eta’ dei vigneti o eta’ media : 25
Produzione totale di questo vino : 200 hl
Analisi sensoriale: Vino Bianco dal colore giallo paglierino chiaro, dal profumo fruttato e dal sapore sapido leggermente acidulo.
Tipo di vinificazione:  temperatura controllata 
Vinificazione:Trattasi di vino ottenuto da uve trebbiano 100%.
L’uva raccolta manualmente viene pigiata entro le due ore successive. La pigiatura avviene con diraspa-pigiatrice, quindi il grappolo viene prima diraspato e poi pigiato. Il mosto fiore viene immesso in serbatoio di acciaio con doppia tasca di refrigerazione per la pulitura a freddo dello stesso. Dopo averlo reso limpido, il mosto viene fatto fermentare a temperatura controllata e dopo fatto riposare per circa due mesi dopo di che viene stabilizzato a freddo, filtrato a farina ed imbottigliato previa microfiltrazione sterile.
Abbinamenti gastronomici: si assapora molto bene come aperitivo e si accosta stupendamente con antipasti e piatti di pesce soprattutto crostacei.

Riconoscimenti

Guida gambero rosso vini d'italia: 2007 un bicchiere -2008 un bicchiere -2010 due bicchieri
Guida AIS duemilavini 2011: tre grappoli
Guida
Vini  Veronelli :  2007 due stelle   -  2008: una stella - 2010 : una stella -  2011:  due stelle   
Guida TCI “vini buoni d'italia” :  2010: 4 stelle - 2011: 3 stelle
Gran Menzione  Vinitaly  2004

Cenni Storici

Dell’esistenza del vitigno Trebbiano in Abruzzo vi è testimonianza sin dal XVI secolo quando Andrea Bacci, nella sua opera “De naturali vinorum historia ...” , segnala la presenza nel Fucino e nell’area Peligna di un vino ottenuto da uve Trebulanum. , è un vitigno a germogliamento medio-tardivo così come la maturazione che indicativamente va dal 10 settembre ai primi di ottobre.

Lettering

Carattere: Classica Gallic Light - Il carattere, creato nel 2001 dal designer Thierry Puyfoulhoux, è stato scelto per la pulizia e la somiglianza col carattere utilizzato dal precedente proprietario dell’azienda. Il nocciolo della questione era riuscire a creare un’etichetta che non si discostasse troppo da quella standard che prima vestiva l’immagine dell’azienda “La Quercia” per facilitarci nella fase difficile del passaggio di proprietà, ma allo stesso tempo volevamo che l’etichetta fosse più nostra, più fresca e semplificata. A questo proposito abbiamo semplificato il disegno, eliminando i chiaroscuri e le campiture, e reso lo script più pulito, volevamo che fosse simile agli altri, pulito e geometrico, ma che rivelasse la sua storia, in segno di rispetto per le nostre origini e le nostre tradizioni. Per questo il font utilizzato è una via di mezzo tra lo stile pulito degli altri nostri marchi e quello più storico che ci ha accolti quando abbiamo rilevato l’azienda.


Colli Aprutini Igt Pecorino - Santapupa

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Uvaggio: 100% Pecorino 
Terreno: medio impasto tendente all’argilloso
Zona di coltivazione: Zona collinare della provincia di Teramo nel comune di Morro D'Oro
 
Tipo di allevamento delle piante: filare
Densità delle piante per ha: filare 3000
Età dei vigneti o età media: 40

Analisi sensoriale: vino di buona freschezza di ottima struttura e di piacevole morbidezza. Affinato in bottiglia esalta il tipico mandorlato oltre al fine fruttato. Il Pecorino Santapupa ha un buon tasso di alcool ed acidità per cui si presta molto bene all’invecchiamento.
Tipo di vinificazione: Temperatura controllata 
Vinificazione:L'uva raccolta manualmente viene tenuta in criomacerazione e poi pigiata con diraspa-pigiatrice, quindi il grappolo viene prima diraspato e poi pigiato. Il mosto fiore viene immesso in serbatoio di acciaio con doppia tasca di refrigerazione per la pulitura a freddo dello stesso. Dopo averlo reso limpido, il mosto viene fatto fermentare a temperatura controllata e dopo fatto riposare per circa due mesi dopo di che viene stabilizzato a freddo, filtrato a farina ed imbottigliato previa microfiltrazione sterile.
Abbinamenti gastronomici: accompagna egregiamente antipasti di carne e di pesce, primi molto conditi e piatti a base di riso.

Riconoscimenti

Guida Veronelli ,:  ed. 2009-2010-2011 due stelle
Guida Slow Food Slow wine : segnalato
Guida TCI “vini buoni d'Italia”: ed. 2009  – 2011 due stelle
Guida l'espresso vini d'italia 2010 due bottiglie
Concorso Nazionale vini Pramaggiore: Diploma di medaglia d'oro 2008
Guida al vino quotidiano slow food

Cenni Storici

il Pecorino è un varietà autoctona del centro Italia ed in particolare delle Regioni Marche, Umbria ed alto Abruzzo.Trattasi di una varietà che predilige i siti collinari abbastanza elevati e che matura presto, intorno alla prima decade di settembre.Il motivo della denominazione uguale al noto formaggio è incerto ma probabilmente è dovuto ai movimenti stagionali dei pastori che, al ritorno dalle zone di montagna in settembre, portavano le loro greggi a pascolare proprio sui vigneti dove il frutto era stato già raccolto.Le basse rese di produzione di questa varietà potarono i viticoltori ad abbandonare la sua coltivazione a favore di altre più redditizie

Lettering

Carattere: Avant Garde Condensed Medium Bold, Avant Garde Condensed BoldIl carattere scelto è una variante un pò più asciutta di un font progettato a metà anni Sessanta da Herb Lubalin, chiamato col nome della rivista per cui è stato inizialmente pensato, che ha conosciuto un successo immediato e duraturo nel tempo. Abbiamo scelto il font per questo marchio col criterio di rivolgerci a un pubblico più giovane (in senso non necessariamente anagrafico) e di armonizzarsi col nome, che richiama una caratteristica imprecazione abruzzese e insieme la principessa danzante e ardente delle feste tradizionali (per le nostre radici nutriamo un’autentica adorazione…). Al tutto abbiamo unito un’etichetta che esplicitasse attraverso i colori e le scritte le sensazioni gustative che il Pecorino, la passerina e il Montonico evocano al palato.


Abruzzo DOP Passerina Superiore - Santapupa

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Uvaggio: 100% Passerina 
Terreno: medio impasto tendente all’argilloso
Zona di coltivazione: Zona collinare della provincia di Teramo.
 
Tipo di allevamento delle piante: filare e tendone abruzzese
Densità delle piante per ha: filare 3000
Età dei vigneti o età media: 20
 
Analisi sensoriale: Vino di colore giallo paglierino poco intenso con riflessi verdolini, di buona consistenza. L'affinamento in bottiglia esalta il tipico profumo di frutta polposa come la pesca, susina gialla e banana ed i sentori floreali di biancospino.
Il Passerina Santapupa al gusto è un vino secco, caldo e abbastanza morbido.
Vino di corpo, equilibrato, intenso al gusto e di buona persistenza con il ritorno al gustolfattivo del fruttato.
Tipo di vinificazione: tradizionale a temperatura controllata 
Vinificazione:L’uva raccolta manualmente viene tenuta in criomacerazione e poi pigiata con diraspa-pigiatrice, quindi il grappolo viene prima diraspato e poi pigiato. Il mosto fiore viene immesso in serbatoio di acciaio con doppia tasca di refrigerazione per la pulitura a freddo dello stesso. Dopo averlo reso limpido, il mosto viene fatto fermentare a temperatura controllata e dopo fatto riposare per circa due mesi dopo di che viene stabilizzato a freddo, filtrato a farina ed imbottigliato previa microfiltrazione sterile.
Abbinamenti gastronomici: Ottimo come aperitivo accompagnato da stuzzicherie varie, oppure con primi a base di pesce e con verdura.

Riconoscimenti

primo imbottigliamento

Cenni Storici

Vitigno antico che spesso è stato confuso e considerato geneticamente simile ad altri vitigni, come il Trebbiano e il Bombino bianco, risultata poi, attraverso studi più approfonditi una parentela del tutto infondata. Infatti, è stata provata la completa diversità tra loro. Autoctono dell’Italia centro-orientale, dove è conosciuto con i sinonimi di: Cacciadebiti (chiamata così forse perchè l'alta produttività garantiva un buon reddito al coltivatore), Caccione, Uva passera, Uva d’oro , Uva Fermana e Trebbiano di Teramo. La Passerina è un vitigno a bacca bianca diffuso principalmante nel Sud delle Marche, in Abruzzo, nel Lazio nella zona del Frusinate

Lettering

Carattere: Avant Garde Condensed Medium Bold, Avant Garde Condensed BoldIl carattere scelto è una variante un pò più asciutta di un font progettato a metà anni Sessanta da Herb Lubalin, chiamato col nome della rivista per cui è stato inizialmente pensato, che ha conosciuto un successo immediato e duraturo nel tempo. Abbiamo scelto il font per questo marchio col criterio di rivolgerci a un pubblico più giovane (in senso non necessariamente anagrafico) e di armonizzarsi col nome, che richiama una caratteristica imprecazione abruzzese e insieme la principessa danzante e ardente delle feste tradizionali (per le nostre radici nutriamo un’autentica adorazione…). Al tutto abbiamo unito un’etichetta che esplicitasse attraverso i colori e le scritte le sensazioni gustative che il Pecorino, la passerina e il Montonico evocano al palato


Abruzzo DOP/DOC Montonico Superiore - Santapupa

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Uvaggio: 100% Montonico 
Terreno: medio impasto tendente all’argilloso 
Zona di coltivazione: Bisenti (Te)
Sistema di allevamento: filare 
Analisi sensoriale: Il montonico Santapupa è naturalmente beverino grazie alle peculiari caratteristiche quali il colore giallino, il suo delicato frutto e la sua innata morbidezza.
Vinificazione: Trattasi di vino ottenuto da uve prodotte da vitigno autoctono della zona dell’entroterra teramano e precisamente nei comuni di Bisenti e parte di Cermignano.
L’uva raccolta manualmente viene tenuta in criomacerazione e poi pigiata con diraspa-pigiatrice, quindi il grappolo viene prima diraspato e poi pigiato. Il mosto fiore viene immesso in serbatoio di acciaio con doppia tasca di refrigerazione per la pulitura a freddo dello stesso. Dopo averlo reso limpido, il mosto viene fatto fermentare a temperatura controllata e dopo fatto riposare per circa due mesi dopo di che viene stabilizzato a freddo, filtrato a farina ed imbottigliato previa microfiltrazione sterile.
L’azienda ha scelto di intraprendere il lungo percorso di recupero e valorizzazione di questo vitigno autoctono ed in via di estinzione, infatti subito dopo la seconda guerra mondiale questo vitigno fu quasi completamente distrutto dalla fillossera ne rimasero solo pochissime piante dalle quali con tante fatiche e pazienza i coltivatori della zona sono riusciti a non far perdere un pezzo della storia vitivinicola locale.
Da qualche anno l’azienda ha impiantato un nuovo vigneto di montonico proprio nella zona di produzione ed in un suggestivo paesaggio pedo montano. Per questo nuovo impianto si è fatto un lavoro di ricerca dei piu’ vecchi impianti, sono state poi prese le marze (gemme) per l’innesto su porta innesto adatto al terreno, alla zona ed al clima.
Abbinamenti gastronomici: Ottimo come aperitivo o quale compagno di zuppe di verdure, funghi, antipasti a base di pesce e stuzzicherie varie.

Riconoscimenti

Guida Veronelli ,:  ed. 2009-2010-2011 due stelle
Guida Slow Food Slow wine : segnalato
Guida TCI “vini buoni d'Italia”: ed. 2009  – 2011 due stelle
Guida l'espresso vini d'italia 2010 due bottiglie
Concorso Nazionale vini Pramaggiore: Diploma di medaglia d'oro 2008
Guida al vino quotidiano slow food
Miglior vino bianco ad Autochtona 2013

Cenni Storici

il "montonico" che prende nome di incerta origine dall’omonimo vitigno, è un prodotto tipico della zona dei comuni di bisenti e parte del comune di cermignano e risale almeno ai tempi dei romani dai quali alcune contrade ancora ne conservano l’appellativo. Dal libro onciario del 1615 si rileva che la coltivazione del "montonico" era floridissima. Ai primi del 1700 si arrivò alla costruzione di botti di rovere della capacità di 100 salme di mosto e, in quei tempi, destò non poca ammirazione una grossa botte costruita senza cerchi di sostegno. Nel catasto del 1760 la coltivazione della vite appare molto più estesa e nell’invasione del 1798-99, i francesi trovano il prodotto così fresco, armonico e profumato da chiamarlo " le petit champagne " e richiederne forniture per i vari distaccamenti in Abruzzo
Curiosità
Il nome santapupa per richiamare la tradizione abruzzese che nelle feste paesane usava concludere i festeggiamenti con il ballo della pupa e perché trattasi di tipica espressione popolare facilmente memorizzabile

Lettering

Carattere: Avant Garde Condensed Medium Bold, Avant Garde Condensed BoldIl carattere scelto è una variante un pò più asciutta di un font progettato a metà anni Sessanta da Herb Lubalin, chiamato col nome della rivista per cui è stato inizialmente pensato, che ha conosciuto un successo immediato e duraturo nel tempo. Abbiamo scelto il font per questo marchio col criterio di rivolgerci a un pubblico più giovane (in senso non necessariamente anagrafico) e di armonizzarsi col nome, che richiama una caratteristica imprecazione abruzzese e insieme la principessa danzante e ardente delle feste tradizionali (per le nostre radici nutriamo un’autentica adorazione…). Al tutto abbiamo unito un’etichetta che esplicitasse attraverso i colori e le scritte le sensazioni gustative che il Pecorino, la passerina e il Montonico evocano al palato.


Colli Aprutini Igt Chardonnay - Peladi

chardonnaypeladi_vino.png
Uvaggio: 100% Chardonnay 
Terreno: medio impasto tendente all’argilloso
Altitudine s.l.m. : 450m
t 
Tipo di allevamento delle piante: filare 
Analisi sensoriale: Vino dal delicato colore paglierino offre delle piacevoli sensazioni di assaggio soprattutto per il profumo fruttato floreale , sapore morbido, asciutto.
Tipo di vinificazione: a temperatura controllata 
Vinificazione: La criomacerazione del pigiato, l’immediata pigiatura delle uve e la fermentazione a temperatura controllata del mosto pulito danno luogo allo chardonnay "peladi".
Abbinamenti gastronomici: Degno accompagnatore di antipasti leggeri di carni bianche di sformati di verdure o formaggi freschi.

Riconoscimenti

primo imbottigliamento

Cenni Storici

Di origine francese, lo Chardonnay ha ereditato il proprio nome da un piccolo comune nel Maconnais, in Borgogna. Da qui si sarebbe diffuso in tutta la Francia settentrionale e in Champagne dove, dal Medioevo fino ai primi del Novecento, era chiamato “Fromentau” o “Formentau” per il colore dei suoi grappoli simile a quello delle spighe e del frumento maturo. In seguito il vitigno è stato classificato come Pinot-Chardonnay (per la somiglianza con il Pinot bianco, suo parente stretto) e tale denominazione è rimasta in uso sino alle soglie degli anni ‘80. Solo da pochi anni è stata abbreviata in Chardonnay .
Varietà pregiata, con la vocazione a “viaggiare”, è divenuto un vitigno internazionale e attualmente si trova in tutti i cinque continenti. In Italia si è diffuso dapprima nelle Tre Venezie e in Lombardia, ma in questi ultimi anni nuovi impianti si sono moltiplicati in ogni angolo della penisola.
Vitigno vigoroso, si adatta a tutti i tipi di terreno e ai diversi climi. Aspetto interessante dello Chardonnay è il diverso patrimonio aromatico che caratterizza alcuni cloni. Vi sono, infatti, sfumature aromatiche diverse secondo gli ambienti dove è coltivato. Naturalmente nelle zone a maggior vocazione spumantistica, questi aromi sono più delicati, mentre in ambienti più caldi e adatti alla produzione di vini fermi la carica aromatica è più marcata sino ad arrivare ad un sapore moscato

Trebbiano D'Abruzzo DOC/DOP - Peladi

trebbianopeladi_vino.png
Uvaggio: 100% Trebbiano 
Terreno: medio impasto tendente all’argilloso
Altitudine s.l.m. : 250mt
 
Tipo di allevamento delle piante: tendone abruzzese e filare 
Analisi sensoriale: vino di colore giallo paglierino, profumo fruttato, sapore morbido, asciutto.
Tipo di vinificazione: tradizionale a temperatura controllata 
Vinificazione: la criomacerazione del pigiato, l’immediata pigiatura delle uve e la fermentazione a temperatura controllata del mosto pulito danno luogo al trebbiano d’abruzzo "peladi".
Abbinamenti gastronomici: si assapora molto bene come aperitivo e si accosta  con antipasti e piatti di pesce.

Riconoscimenti

Guida Gambero Rosso “Vini d'Italia”:    2010 un bicchiere
Gambero Rosso “l'almanacco del bere bene”  2008 e 2009 
Guida l'Espresso i vini d'italia 2010 : 3 bottiglie

Cenni Storici

Dell’esistenza del vitigno Trebbiano in Abruzzo vi è testimonianza sin dal XVI secolo quando Andrea Bacci, nella sua opera “De naturali vinorum historia ...” , segnala la presenza nel Fucino e nell’area Peligna di un vino ottenuto da uve Trebulanum. , è un vitigno a germogliamento medio-tardivo così come la maturazione che indicativamente va dal 10 settembre ai primi di ottobre