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Vino rosso montepulciano d'abruzzo primamadre

MONTEPULCIANO D’ABRUZZO DOP/DOC – PRIMAMADRE

10,00

Colore rosso dalle brillanti sfumature violacee, profumi di sottobosco intensi e persistenti, leggermente astringente, corpo importante.

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Denominazione: MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE Denominazione di origine protetta / DOCG / DOP

Gradazione Alcolica: 14,5% VOL

Contenuto: 750

Annata: 2014

Descrizione

Denominazione: Montepulciano d’Abruzzo Denominazione di Origine Protetta.

Uva: Montepulciano 100 %.

Zona di produzione: Morro d’ Oro, Teramo.

Altitudine: 210 m s.l.m.

Terreni: medio impasto.

Vigneto: filare, guyot semplice.

Vendemmia: Raccolta manuale, ultima decade di Ottobre previa selezione uve in vigneto.

Vinificazione: Dopo la diraspapigiatura, il pigiato viene trasportato in vasche di cemento vetrificato. La fermentazione avviene a contatto con le bucce ad una temperatura di 30 °C, non oltre, per favorire l’estrazione. Durante  la fermentazione e dopo, per circa dieci giorni,  si procede con la movimentazione della  massa che favorisce il contatto liquido (mosto/vino) solido (bucce). Questo amplia e definisce la struttura del vino finito, che si intensifica con la maturazione prima in acciaio, dopo in tonneaux per circa sei – otto mesi e l’affinamento in bottiglia per circa sei mesi.

Note di degustazione: colore rosso dalle brillanti sfumature violacee, profumi di sottobosco intensi e persistenti, leggermente astringente, corpo importante.

Cibo & vino: vino da primi importanti e da arrosti.

In particolare consigliamo di abbinarlo al seguente piatto tipico: timballo.

Prima annata di produzione: 2014

Gradazione: 14,00 %Vol

Formato: Litri 0,75

 

L’etichetta: fin dai tempi più remoti, la quercia fu considerata un albero sacro e da oracolare. Il suo culto risale alla preistoria delle civiltà romane, greche e celtiche. Albero preferito dagli Dei  e dagli uomini tanto che conservare un truciolo di questo legno si pensava preservasse dalle disgrazie. Questa credenza giunge fino ad un recente nostro passato, quando in Abruzzo si coglievano foglie di quercia su cui era caduto un fulmine per affidarle alle povere reclute in partenza per la guerra. Si pensava che grazie a questo talismano, i soldati non potessero essere colpiti dalle pallottole e questo in base alla convinzione che dove il fulmine è caduto una volta non cadrà più.