Vini cerasuolo

Cerasuolo D'Abruzzo DOC/DOP Superiore - PrimaMadre

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Uvaggio: 100% Montepulciano
Terreno: medio impasto tendente all’argilloso
Altitudine s.l.m. : 250mt
Sistema di allevamento: tendone abruzzese sul vigneto vecchio e filare sul vigneto giovane
Analisi sensoriale: Vino dal colore rosa ciliegia dal profumo fresco fruttato di piccoli frutti rossi e fragola e dal sapore gradevolmente sapido e leggermente vellutato.
Tipo di vinificazione: tradizionale a temperatura controllata
Quanto affinameto in bottiglia: 4 mesi minimo.
Abbinamenti gastronomici: Accompagna egregiamente con antipasti di carne, zuppe di pesce e minestre di ogni tipo.

Guida Gambero Rosso “Vini d’Italia”: 2009 – 2010 due bicchieri
Guida Veronelli ,: ed. 2009-2010-2011 una stella
Guida slow food “slow wine”: segnalato
Guida AIS “ duemilavini” 2011 : due grappoli
Guida TCI “vini buoni d’Italia”: ed. 2010-2011 tre stelle
Diploma di Gran menzione Vinitaly 2011

Il vitigno Montepulciano, che nasce proprio come cerauolo, è originario della Valle Peligna. Questa notizia confermata da uno scritto dello storico Michele Troia risalente al XVIII secolo, quindi, molto anteriore rispetto a quando si vantavano le origini toscane del vitigno. in questa zona ha subito delle selezioni e si è adattato facilmente alle variazioni ambientali in seguito al suo diffondersi nei territori vicini e in gran parte della regione Abruzzo
Il nome di questo vino non ha nessun collegamento con il vino Nobile di Montepulciano e l’omonimia risulta quindi puramente casuale. quest’ultimo, infatti, trae origine dalla città in cui viene prodotto, mentre quello abruzzese dal vitigno che ne caratterizza in maniera determinante l’uvaggio.
Curiosità: La quercia, Antica Madre, Primamadre Fin dai tempi più remoti, la quercia fu considerata albero sacro ed oracolare. Il suo culto risale alla preistoria delle civiltà romane, greche e celtiche. Albero preferito dagli Dei e dagli uomini tanto che conservare un truciolo di questo legno si pensava preservasse dalle disgrazie. Questa antica credenza giunge, leggermente modificata, fino ad un recente nostro passato, quando in Abruzzo si coglievano foglie di quercia su cui era caduto un fulmine per affidarle alle povere reclute in partenza per la guerra. Si pensava che, grazie a questo talismano, i soldati non potessero essere colpiti dalle pallottole e questo in base alla convinzione che dove il fulmine è caduto una volta non cadrà più
Ottenuto dalla vinificazione in bianco delle uve Montepulciano, ovvero tenuto per poche ore a contatto con le bucce e successivamente fermentato a temperatura controllata. Un breve affinamento in bottiglia lo rendono pronto per essere consumato

Carattere: Charlemagne Std-Bold – Carattere creato nel 1989 da Carol Twombly. Le forme di base sono modellate sulla falsariga delle incisioni romane di epoca tardo-imperiale. Si distingue dalle grazie appuntite e nette, molto simili alle maiuscole rettangolari scritte dagli amanuensi nel IX secolo. Tuttora Charlemagne è un carattere tipicamente da titolo, portato per le grandi dimensioni che ne enfatizzano l’eleganza classica.Il nome “prima madre” è l’antico appellativo della quercia, che i Greci ritenevano madre prima di tutti gli alberi. Il nome di questo marchio presuppone un carattere spiccato, adatto ai titoli e alle grandi dimensioni, che evidenzi il ruolo ideologico e il significato dell’albero che dà nome all’azienda. Alla classicità evocata dal nome fanno eco tanto le radici formali del font quanto la scelta cromatica e la pulizia di composizione dell’etichetta.

Cerasuolo D'Abruzzo DOC/DOP Superiore - PrimaMadre

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Uvaggio: 100% Montepulciano
Terreno: medio impasto tendente all’argilloso
Altitudine s.l.m. : 250mt
Sistema di allevamento: tendone abruzzese sul vigneto vecchio e filare sul vigneto giovane
Analisi sensoriale: Vino dal colore rosa ciliegia dal profumo fresco fruttato di piccoli frutti rossi e fragola e dal sapore gradevolmente sapido e leggermente vellutato.
Tipo di vinificazione: tradizionale a temperatura controllata
Quanto affinameto in bottiglia: 4 mesi minimo.
Abbinamenti gastronomici: Accompagna egregiamente con antipasti di carne, zuppe di pesce e minestre di ogni tipo.

Guida Gambero Rosso “Vini d’Italia”: 2009 – 2010 due bicchieri
Guida Veronelli ,: ed. 2009-2010-2011 una stella
Guida slow food “slow wine”: segnalato
Guida AIS “ duemilavini” 2011 : due grappoli
Guida TCI “vini buoni d’Italia”: ed. 2010-2011 tre stelle
Diploma di Gran menzione Vinitaly 2011

Il vitigno Montepulciano, che nasce proprio come cerauolo, è originario della Valle Peligna. Questa notizia confermata da uno scritto dello storico Michele Troia risalente al XVIII secolo, quindi, molto anteriore rispetto a quando si vantavano le origini toscane del vitigno. in questa zona ha subito delle selezioni e si è adattato facilmente alle variazioni ambientali in seguito al suo diffondersi nei territori vicini e in gran parte della regione Abruzzo
Il nome di questo vino non ha nessun collegamento con il vino Nobile di Montepulciano e l’omonimia risulta quindi puramente casuale. quest’ultimo, infatti, trae origine dalla città in cui viene prodotto, mentre quello abruzzese dal vitigno che ne caratterizza in maniera determinante l’uvaggio.
Curiosità: La quercia, Antica Madre, Primamadre Fin dai tempi più remoti, la quercia fu considerata albero sacro ed oracolare. Il suo culto risale alla preistoria delle civiltà romane, greche e celtiche. Albero preferito dagli Dei e dagli uomini tanto che conservare un truciolo di questo legno si pensava preservasse dalle disgrazie. Questa antica credenza giunge, leggermente modificata, fino ad un recente nostro passato, quando in Abruzzo si coglievano foglie di quercia su cui era caduto un fulmine per affidarle alle povere reclute in partenza per la guerra. Si pensava che, grazie a questo talismano, i soldati non potessero essere colpiti dalle pallottole e questo in base alla convinzione che dove il fulmine è caduto una volta non cadrà più
Ottenuto dalla vinificazione in bianco delle uve Montepulciano, ovvero tenuto per poche ore a contatto con le bucce e successivamente fermentato a temperatura controllata. Un breve affinamento in bottiglia lo rendono pronto per essere consumato

Carattere: Charlemagne Std-Bold – Carattere creato nel 1989 da Carol Twombly. Le forme di base sono modellate sulla falsariga delle incisioni romane di epoca tardo-imperiale. Si distingue dalle grazie appuntite e nette, molto simili alle maiuscole rettangolari scritte dagli amanuensi nel IX secolo. Tuttora Charlemagne è un carattere tipicamente da titolo, portato per le grandi dimensioni che ne enfatizzano l’eleganza classica.Il nome “prima madre” è l’antico appellativo della quercia, che i Greci ritenevano madre prima di tutti gli alberi. Il nome di questo marchio presuppone un carattere spiccato, adatto ai titoli e alle grandi dimensioni, che evidenzi il ruolo ideologico e il significato dell’albero che dà nome all’azienda. Alla classicità evocata dal nome fanno eco tanto le radici formali del font quanto la scelta cromatica e la pulizia di composizione dell’etichetta.

Cerasuolo D'Abruzzo DOP/DOC - Peladi

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Uvaggio: 100% Montepulciano
Terreno: medio impasto tendente all’argilloso
Altitudine s.l.m. : 250mt
Sistema di allevamento: tendone abruzzese e filare
Analisi sensoriale: Vino di colore rosa ciliegia, profumo fruttato, sapore morbido, con lunga persistenza aromatica.
Tipo di vinificazione: in bianco tradizionale e a temperatura controllata
Vinificazione: La vinificazione tradizionale, l’immediata pigiatura delle uve, il breve contatto con le bucce e la fermentazione a temperatura controllata danno luogo al cerasuolo d’abruzzo “peladi”.
Abbinamenti gastronomici: si assapora con antipasti di carne, zuppe di pesce e minestre di ogni tipo.

Guida Gambero Rosso “Vini d’Italia”: 2010 Due bicchieri
Gambero Rosso “l’almanacco del bere bene” 2007
Guida l’espresso i vini d’italia 2010: 3 bottiglie
Guida ai rosati di cucina &vini
Guida al vino quotidiano slow food

Il vitigno Montepulciano, che nasce proprio come cerasuolo, è originario della Valle Peligna. Questa notizia confermata da uno scritto dello storico Michele Troia risalente al XVIII secolo, quindi, molto anteriore rispetto a quando si vantavano le origini toscane del vitigno. in questa zona ha subito delle selezioni e si è adattato facilmente alle variazioni ambientali in seguito al suo diffondersi nei territori vicini e in gran parte della regione Abruzzo
Il nome di questo vino non ha nessun collegamento con il vino Nobile di Montepulciano e l’omonimia risulta quindi puramente casuale. Quest’ultimo, infatti, trae origine dalla città in cui viene prodotto, mentre quello abruzzese dal vitigno che ne caratterizza in maniera determinante l’uvaggio.

Cerasuolo D'Abruzzo DOP/DOC - Peladi

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Uvaggio: 100% Montepulciano
Terreno: medio impasto tendente all’argilloso
Altitudine s.l.m. : 250mt
Sistema di allevamento: tendone abruzzese e filare
Analisi sensoriale: Vino di colore rosa ciliegia, profumo fruttato, sapore morbido, con lunga persistenza aromatica.
Tipo di vinificazione: in bianco tradizionale e a temperatura controllata
Vinificazione: La vinificazione tradizionale, l’immediata pigiatura delle uve, il breve contatto con le bucce e la fermentazione a temperatura controllata danno luogo al cerasuolo d’abruzzo “peladi”.
Abbinamenti gastronomici: si assapora con antipasti di carne, zuppe di pesce e minestre di ogni tipo.

Guida Gambero Rosso “Vini d’Italia”: 2010 Due bicchieri
Gambero Rosso “l’almanacco del bere bene” 2007
Guida l’espresso i vini d’italia 2010: 3 bottiglie
Guida ai rosati di cucina &vini
Guida al vino quotidiano slow food

Il vitigno Montepulciano, che nasce proprio come cerasuolo, è originario della Valle Peligna. Questa notizia confermata da uno scritto dello storico Michele Troia risalente al XVIII secolo, quindi, molto anteriore rispetto a quando si vantavano le origini toscane del vitigno. in questa zona ha subito delle selezioni e si è adattato facilmente alle variazioni ambientali in seguito al suo diffondersi nei territori vicini e in gran parte della regione Abruzzo
Il nome di questo vino non ha nessun collegamento con il vino Nobile di Montepulciano e l’omonimia risulta quindi puramente casuale. Quest’ultimo, infatti, trae origine dalla città in cui viene prodotto, mentre quello abruzzese dal vitigno che ne caratterizza in maniera determinante l’uvaggio.