Vini Rosati

Cerasuolo D'Abruzzo DOC/DOP Superiore - PrimaMadre

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Denominazione: Cerasuolo d’Abruzzo Denominazione di Origine Protetta Superiore.
Uva: Montepulciano 100 %.
Zona di produzione: Morro d’ Oro, Teramo.
Altitudine: 210 m s.l.m.
Terreni: medio impasto.
Vigneto: filare, guyot semplice.
Vendemmia: Raccolta rigorosamente a mano, ultima decade di Settembre previa selezione
uve in vigneto.
Vinificazione: Dopo circa otto – dodici ore di macerazione, il mosto viene separato dalle
bucce. Questa tecnica, il salasso, ci permette di ottenere il colore tipico “cerasuolo”.
Fermentazione a temperatura controllata, 14° C- 16° C. Affinamento per circa quattro mesi.
Note di degustazione: colore cerasuolo, dal latino cerasum, ciliegia. Sentori di rosa, sapore
sapido, grande personalità.
Cibo & vino: antipasti di carne, pollo al forno con le patate, primi di pesce.
In particolare consigliamo di abbinarlo al seguente piatto tipico: virtù.
Prima annata di produzione: 2006.
L’etichetta: fin dai tempi più remoti, la quercia fu considerata un albero sacro e da oracolare.
Il suo culto risale alla preistoria delle civiltà romane, greche e celtiche. Albero preferito dagli Dei e dagli uomini tanto che conservare un truciolo di questo legno si pensava preservasse dalle disgrazie. Questa credenza giunge fino ad un recente nostro passato, quando in Abruzzo si coglievano foglie di quercia su cui era caduto un fulmine per affidarle alle povere reclute in partenza per la guerra. Si pensava che grazie a questo talismano, i soldati non potessero essere colpiti dalle pallottole e questo in base alla convinzione che dove il fulmine è caduto una volta non cadrà più.

Guida Gambero Rosso “Vini d’Italia”: ed.2019 1 bicchiere
Guida Veronelli: 2012-2013-2014 due stelle
2015 una stella
2016-2017-2018-2019 Due stelle
Guida AIS: “duemilavini” 2011 : due grappoli -2012
Tre grappoli
Guida slow food “slow wine”: ed.2011-2012 vini segnalati
Guida TCI “vini buoni d’Italia”: ed. 2015-2019-2020 tre stelle
Wine Hunter: ed.2018“diploma D’eccellenza”

Il vitigno Montepulciano, che nasce proprio come cerauolo, è originario della Valle Peligna. Questa notizia confermata da uno scritto dello storico Michele Troia risalente al XVIII secolo, quindi, molto anteriore rispetto a quando si vantavano le origini toscane del vitigno. in questa zona ha subito delle selezioni e si è adattato facilmente alle variazioni ambientali in seguito al suo diffondersi nei territori vicini e in gran parte della regione Abruzzo
Il nome di questo vino non ha nessun collegamento con il vino Nobile di Montepulciano e l’omonimia risulta quindi puramente casuale. quest’ultimo, infatti, trae origine dalla città in cui viene prodotto, mentre quello abruzzese dal vitigno che ne caratterizza in maniera determinante l’uvaggio.
Curiosità: La quercia, Antica Madre, Primamadre Fin dai tempi più remoti, la quercia fu considerata albero sacro ed oracolare. Il suo culto risale alla preistoria delle civiltà romane, greche e celtiche. Albero preferito dagli Dei e dagli uomini tanto che conservare un truciolo di questo legno si pensava preservasse dalle disgrazie. Questa antica credenza giunge, leggermente modificata, fino ad un recente nostro passato, quando in Abruzzo si coglievano foglie di quercia su cui era caduto un fulmine per affidarle alle povere reclute in partenza per la guerra. Si pensava che, grazie a questo talismano, i soldati non potessero essere colpiti dalle pallottole e questo in base alla convinzione che dove il fulmine è caduto una volta non cadrà più
Ottenuto dalla vinificazione in bianco delle uve Montepulciano, ovvero tenuto per poche ore a contatto con le bucce e successivamente fermentato a temperatura controllata. Un breve affinamento in bottiglia lo rendono pronto per essere consumato

Carattere: Charlemagne Std-Bold – Carattere creato nel 1989 da Carol Twombly. Le forme di base sono modellate sulla falsariga delle incisioni romane di epoca tardo-imperiale. Si distingue dalle grazie appuntite e nette, molto simili alle maiuscole rettangolari scritte dagli amanuensi nel IX secolo. Tuttora Charlemagne è un carattere tipicamente da titolo, portato per le grandi dimensioni che ne enfatizzano l’eleganza classica.Il nome “prima madre” è l’antico appellativo della quercia, che i Greci ritenevano madre prima di tutti gli alberi. Il nome di questo marchio presuppone un carattere spiccato, adatto ai titoli e alle grandi dimensioni, che evidenzi il ruolo ideologico e il significato dell’albero che dà nome all’azienda. Alla classicità evocata dal nome fanno eco tanto le radici formali del font quanto la scelta cromatica e la pulizia di composizione dell’etichetta.

Cerasuolo D'Abruzzo DOP/DOC - Peladi

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Denominazione: Cerasuolo d’Abruzzo Denominazione di Origine Controllata.
Uva: Montepulciano 100%.
Altitudine: 210 m s.l.m.
Terreni: medio impasto.
Vigneto: filare, guyot semplice.
Vendemmia: Raccolta a mano, ultima decade di Settembre.
Vinificazione: l’immediata pigiatura e la pressatura delle uve, la vinificazione in bianco,
conferiscono al vino il tipico colore “cerasuolo”. La fermentazione si svolge a temperatura
controllata di circa 14 ° C – 15 ° C.
Note di degustazione: Colore rosa ciliegia, profumo floreale, morbido.
Cibo & vino: zuppe di legumi, minestroni, antipasti di carne, ottimo anche con la pizza.
Prima annata di produzione: 2003.
L’etichetta: La linea PE.LA.DI. è l’ unione della prima sillaba dei cognomi dei tre soci
fondatori. L’idea per questa etichetta nasce dalla volontà di voler creare una realtà unica e
rappresentativa, che sancisca fin dalla base le linee guida dell’azienda: passione, semplicità e qualità.

Guida Gambero Rosso “Vini d’Italia”: 2015- due bicchieri
Guida Veronelli: 2012-2013-2014una stella
2015 due stelle – 2016-2017-2018-2019 Una stella
Guida slow food “slow wine”: ed.2016 vini segnalati
I Vini d’Italia l’Espresso: ed.2013 tre bottiglie
Guida TCI “vini buoni d’Italia”: Ed.2017 quattro stelle-ed.2020 tre stelle

Il vitigno Montepulciano, che nasce proprio come cerasuolo, è originario della Valle Peligna. Questa notizia confermata da uno scritto dello storico Michele Troia risalente al XVIII secolo, quindi, molto anteriore rispetto a quando si vantavano le origini toscane del vitigno. in questa zona ha subito delle selezioni e si è adattato facilmente alle variazioni ambientali in seguito al suo diffondersi nei territori vicini e in gran parte della regione Abruzzo
Il nome di questo vino non ha nessun collegamento con il vino Nobile di Montepulciano e l’omonimia risulta quindi puramente casuale. Quest’ultimo, infatti, trae origine dalla città in cui viene prodotto, mentre quello abruzzese dal vitigno che ne caratterizza in maniera determinante l’uvaggio.

Denominazione: Cerasuolo d’Abruzzo Denominazione di Origine Controllata.
Uva: Montepulciano 100%.
Altitudine: 210 m s.l.m.
Terreni: medio impasto.
Vigneto: filare, guyot semplice.
Vendemmia: Raccolta a mano, ultima decade di Settembre.
Vinificazione: l’immediata pigiatura e la pressatura delle uve, la vinificazione in bianco,
conferiscono al vino il tipico colore “cerasuolo”. La fermentazione si svolge a temperatura
controllata di circa 14 ° C – 15 ° C.
Note di degustazione: Colore rosa ciliegia, profumo floreale, morbido.
Cibo & vino: zuppe di legumi, minestroni, antipasti di carne, ottimo anche con la pizza.
Prima annata di produzione: 2003.
L’etichetta: La linea PE.LA.DI. è l’ unione della prima sillaba dei cognomi dei tre soci
fondatori. L’idea per questa etichetta nasce dalla volontà di voler creare una realtà unica e
rappresentativa, che sancisca fin dalla base le linee guida dell’azienda: passione, semplicità e qualità.

Guida Gambero Rosso “Vini d’Italia”: 2015- due bicchieri
Guida Veronelli: 2012-2013-2014una stella
2015 due stelle – 2016-2017-2018-2019 Una stella
Guida slow food “slow wine”: ed.2016 vini segnalati
I Vini d’Italia l’Espresso: ed.2013 tre bottiglie
Guida TCI “vini buoni d’Italia”: Ed.2017 quattro stelle-ed.2020 tre stelle

Il vitigno Montepulciano, che nasce proprio come cerasuolo, è originario della Valle Peligna. Questa notizia confermata da uno scritto dello storico Michele Troia risalente al XVIII secolo, quindi, molto anteriore rispetto a quando si vantavano le origini toscane del vitigno. in questa zona ha subito delle selezioni e si è adattato facilmente alle variazioni ambientali in seguito al suo diffondersi nei territori vicini e in gran parte della regione Abruzzo
Il nome di questo vino non ha nessun collegamento con il vino Nobile di Montepulciano e l’omonimia risulta quindi puramente casuale. Quest’ultimo, infatti, trae origine dalla città in cui viene prodotto, mentre quello abruzzese dal vitigno che ne caratterizza in maniera determinante l’uvaggio.