Vini bianchi

Mastrobono - Platino

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Denominazione: vino bianco.
Uva: blend uve bianche.
Altitudine: 210 m s.l.m.
Terreni: medio impasto.
Vigneto: filare, guyot semplice.
Vendemmia: Raccolta manuale, ultima decade di Ottobre previa selezione uve in vigneto.
Vinificazione: dopo la fermentazione a temperatura controllata, segue un’ affinamento lungo,
dove una parte viene maturazione in tonneaux, l’altra viene affinata sulle proprie fecce.
L’affinamento in bottiglia completa il tutto.
Note di degustazione: vino bianco caratterizzato da un colore giallo dorato, risultato del
lungo invecchiamento che ha subito. Profumo intenso, fruttato con lievi sentori di mandorla,
rotondo e morbido.
Cibo & vino: bianco di grande struttura si accosta a formaggi stagionati, zuppe, pesce spada,
salmone alla piastra.
In particolare consigliamo di abbinarlo al seguente piatto tipico: formaggio fritto.
Prima annata di produzione: 2006.
L’etichetta: simbolo per la quercia di un’amicizia nuova, una ritrovata e altre confermate.
L’omaggio a Mastro Melchiorre Bono, scalpellino abruzzese, artista minore, poco noto come
tanti altri, fondamentale nell’arricchimento della cultura del territorio.

Guida Veronelli due stelle

Mastrobono …. Simbolo, per la quercia, di un’amicizia nuova, una ritrovata e altre confermate, di tradizioni, di affetti ritrovati e di amore per il territorio …l’omaggio a Mastro Melchiorre Bono, scalpellino abruzzese , artista minore, poco noto e come tanti altri fondamentale nell’arricchimento del territorio … forse dimenticato
Vino ottenuto da un uvaggio di autoctoni a bacca bianca con prevalenza di trebbiano.
Maturato per due anni in grandi botti di rovere ed affinato in bottiglia.
La vinificazione con lunga macerazione del succo con la buccia permette di ottenere un prodotto dal caratteristico colore giallo paglierino e dal profumo intenso, fruttato con lievi sentori di mandorla amara, sapore secco e rotondo.

Carattere: Bank Gothic Light – Carattere creato nel 1930 da Morris Fuller Benton per l’ATF (American Type Founders), assomiglia alle incisioni murarie del tardo XIX secolo. Il carattere viene definito come una “esplorazione di forme geometriche” di sapore neogrottesco (corrente in voga all’epoca, confluita poi sotto l’egida del surrealismo). Il carattere è stato molto utilizzato al cinema per locandine e poster: Matrix (serie completa), The Day After Tomorrow, 24, Hancock. Pulizia di linee e semplicità di colori e di impianto compositivo come segni della volontà di non aggiungere orpelli e alterazioni che disturbino l’attenzione. È la qualità intrinseca il punto focale del visual merchandising di questo prodotto: il prodotto può vantare un’attenta selezione delle materie prime, una lavorazione accurata e il massimo rispetto per le sue caratteristiche innate, e a un tale equilibrio tra il favore della natura e la dedizione dell’esperto non è appropriato aggiungere troppo. Il carattere trae ispirazione dalle incisioni murarie del tardo Ottocento, creando un nesso affettivo con la pietra di cui sono fatti i paesini abruzzesi e che è stata scolpita da mastro Bono e dai suoi colleghi attraverso tutte le epoche.

Trebbiano D'Abruzzo DOP/DOC Superiore - ``La Quercia``

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Denominazione: Trebbiano d’Abruzzo Denominazione di Origine Controllata Superiore.
Uva: Trebbiano abruzzese 100 %.
Altitudine: 210 m s.l.m.
Terreni: medio impasto.
Vigneto: filare, guyot semplice.
Vendemmia: Raccolta rigorosamente a mano, seconda decade di Settembre previa selezione
uve in vigneto.
Vinificazione: il mosto fiore, chiarificato e avviato alla fermentazione a temperatura
controllata 14° C- 16 ° C, con successivo affinamento sulle proprie fecce per circa quatto mesi.
Note di degustazione: colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, dal sapore deciso,
fresco e persistente.
Cibo & vino: si accosta molto bene ad antipasti e primi di pesce, soprattutto con crostacei,
primi con funghi, parmigiana.
In particolare consigliamo di abbinarlo al seguente piatto tipico: pane, salsiccia e fave.
Prima annata di produzione: 1970.
L’etichetta: la versione rivisitata dell’ unica etichetta presente dalla fondazione di
quest’azienda .

Guida gambero rosso vini d’italia: 2007 un bicchiere -2008 un bicchiere -2010 due bicchieri
Guida AIS duemilavini 2011: tre grappoli
Guida Vini Veronelli : 2007 due stelle – 2008: una stella – 2010 : una stella – 2011: due stelle
Guida TCI “vini buoni d’italia” : 2010: 4 stelle – 2011: 3 stelle
Gran Menzione Vinitaly 2004

Dell’esistenza del vitigno Trebbiano in Abruzzo vi è testimonianza sin dal XVI secolo quando Andrea Bacci, nella sua opera “De naturali vinorum historia …” , segnala la presenza nel Fucino e nell’area Peligna di un vino ottenuto da uve Trebulanum. , è un vitigno a germogliamento medio-tardivo così come la maturazione che indicativamente va dal 10 settembre ai primi di ottobre.

Carattere: Classica Gallic Light – Il carattere, creato nel 2001 dal designer Thierry Puyfoulhoux, è stato scelto per la pulizia e la somiglianza col carattere utilizzato dal precedente proprietario dell’azienda. Il nocciolo della questione era riuscire a creare un’etichetta che non si discostasse troppo da quella standard che prima vestiva l’immagine dell’azienda “La Quercia” per facilitarci nella fase difficile del passaggio di proprietà, ma allo stesso tempo volevamo che l’etichetta fosse più nostra, più fresca e semplificata. A questo proposito abbiamo semplificato il disegno, eliminando i chiaroscuri e le campiture, e reso lo script più pulito, volevamo che fosse simile agli altri, pulito e geometrico, ma che rivelasse la sua storia, in segno di rispetto per le nostre origini e le nostre tradizioni. Per questo il font utilizzato è una via di mezzo tra lo stile pulito degli altri nostri marchi e quello più storico che ci ha accolti quando abbiamo rilevato l’azienda.

Denominazione: Trebbiano d’Abruzzo Denominazione di Origine Controllata Superiore.
Uva: Trebbiano abruzzese 100 %.
Altitudine: 210 m s.l.m.
Terreni: medio impasto.
Vigneto: filare, guyot semplice.
Vendemmia: Raccolta rigorosamente a mano, seconda decade di Settembre previa selezione
uve in vigneto.
Vinificazione: il mosto fiore, chiarificato e avviato alla fermentazione a temperatura
controllata 14° C- 16 ° C, con successivo affinamento sulle proprie fecce per circa quatto mesi.
Note di degustazione: colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, dal sapore deciso,
fresco e persistente.
Cibo & vino: si accosta molto bene ad antipasti e primi di pesce, soprattutto con crostacei,
primi con funghi, parmigiana.
In particolare consigliamo di abbinarlo al seguente piatto tipico: pane, salsiccia e fave.
Prima annata di produzione: 1970.
L’etichetta: la versione rivisitata dell’ unica etichetta presente dalla fondazione di
quest’azienda .

Guida gambero rosso vini d’italia: 2007 un bicchiere -2008 un bicchiere -2010 due bicchieri
Guida AIS duemilavini 2011: tre grappoli
Guida Vini Veronelli : 2007 due stelle – 2008: una stella – 2010 : una stella – 2011: due stelle
Guida TCI “vini buoni d’italia” : 2010: 4 stelle – 2011: 3 stelle
Gran Menzione Vinitaly 2004

Dell’esistenza del vitigno Trebbiano in Abruzzo vi è testimonianza sin dal XVI secolo quando Andrea Bacci, nella sua opera “De naturali vinorum historia …” , segnala la presenza nel Fucino e nell’area Peligna di un vino ottenuto da uve Trebulanum. , è un vitigno a germogliamento medio-tardivo così come la maturazione che indicativamente va dal 10 settembre ai primi di ottobre.

Carattere: Classica Gallic Light – Il carattere, creato nel 2001 dal designer Thierry Puyfoulhoux, è stato scelto per la pulizia e la somiglianza col carattere utilizzato dal precedente proprietario dell’azienda. Il nocciolo della questione era riuscire a creare un’etichetta che non si discostasse troppo da quella standard che prima vestiva l’immagine dell’azienda “La Quercia” per facilitarci nella fase difficile del passaggio di proprietà, ma allo stesso tempo volevamo che l’etichetta fosse più nostra, più fresca e semplificata. A questo proposito abbiamo semplificato il disegno, eliminando i chiaroscuri e le campiture, e reso lo script più pulito, volevamo che fosse simile agli altri, pulito e geometrico, ma che rivelasse la sua storia, in segno di rispetto per le nostre origini e le nostre tradizioni. Per questo il font utilizzato è una via di mezzo tra lo stile pulito degli altri nostri marchi e quello più storico che ci ha accolti quando abbiamo rilevato l’azienda.

Colli Aprutini IGP Pecorino - Santapupa

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Denominazione: Colli Aprutini Indicazione Geografica Protetta Pecorino.
Uva: Pecorino 100 %.
Altitudine: 210 m s.l.m.
Terreni: medio impasto.
Vigneto: filare, guyot semplice.
Vendemmia: Raccolta rigorosamente a mano, prima decade di Settembre previa selezione
uve in vigneto.
Vinificazione: Una volta ottenuto il mosto fiore, viene chiarificato e avviata alla
fermentazione a temperatura controllata,14 ° C – 16 ° C. Affinamento sulla propria feccia
fine,circa quattro/sei mesi con bâtonnage frequenti.
Note di degustazione: vino energico di ottima struttura, piacevole morbidezza. Affinato in
bottiglia esalta il tipico mandorlato oltre al fine fruttato. Si presta molto bene
all’invecchiamento, visto il buon grado alcolico e la buona acidità.
Cibo & vino: accompagna antipasti di carne e di pesce, risotti, formaggi stagionati.
In particolare consigliamo di abbinarlo al seguente piatto tipico: peperoni e uova.
Prima annata di produzione: 2006.
L’etichetta: si è pensato di attribuire il nome Santapupa per richiamare l’antica tradizione
delle feste paesane, ove si usava concludere i festeggiamenti con il ballo della pupa. Inoltre si
vuole richiamare la tipica espressione “Mannaggia santa pupa da pezz!” (ops) !

Guida Veronelli ,:  ed. 2009-2010-2011 due stelle
Guida Slow Food Slow wine : segnalato
Guida TCI “vini buoni d’Italia”: ed. 2009  – 2011 due stelle
Guida l’espresso vini d’italia 2010 due bottiglie
Concorso Nazionale vini Pramaggiore: Diploma di medaglia d’oro 2008
Guida al vino quotidiano slow food

il Pecorino è un varietà autoctona del centro Italia ed in particolare delle Regioni Marche, Umbria ed alto Abruzzo.Trattasi di una varietà che predilige i siti collinari abbastanza elevati e che matura presto, intorno alla prima decade di settembre.Il motivo della denominazione uguale al noto formaggio è incerto ma probabilmente è dovuto ai movimenti stagionali dei pastori che, al ritorno dalle zone di montagna in settembre, portavano le loro greggi a pascolare proprio sui vigneti dove il frutto era stato già raccolto.Le basse rese di produzione di questa varietà potarono i viticoltori ad abbandonare la sua coltivazione a favore di altre più redditizie

Carattere: Avant Garde Condensed Medium Bold, Avant Garde Condensed BoldIl carattere scelto è una variante un pò più asciutta di un font progettato a metà anni Sessanta da Herb Lubalin, chiamato col nome della rivista per cui è stato inizialmente pensato, che ha conosciuto un successo immediato e duraturo nel tempo. Abbiamo scelto il font per questo marchio col criterio di rivolgerci a un pubblico più giovane (in senso non necessariamente anagrafico) e di armonizzarsi col nome, che richiama una caratteristica imprecazione abruzzese e insieme la principessa danzante e ardente delle feste tradizionali (per le nostre radici nutriamo un’autentica adorazione…). Al tutto abbiamo unito un’etichetta che esplicitasse attraverso i colori e le scritte le sensazioni gustative che il Pecorino, la passerina e il Montonico evocano al palato.

Abruzzo DOP Passerina Superiore - Santapupa

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Denominazione: Abruzzo Denominazione di Origine Protetta Passerina Superiore.
Uva: Passerina 100 %.
Altitudine: 210 m s.l.m.
Terreni: medio impasto.
Vigneto: filare, guyot semplice.
Vendemmia: Raccolta rigorosamente a mano, seconda decade di Settembre previa selezione
uve in vigneto.
Vinificazione: Ottenuto il mosto fiore, la fermentazione avviene a temperatura controllata in
acciaio, 14° C- 16° C. La maturazione sarà protratta per circa sei mesi con bâtonnage costanti.
Note di degustazione: vino di colore giallo paglierino, profumo tipico di frutta polposa come
pesca, susina gialla e sentori floreali. Ha un gusto intenso e una buona persistenza.
Cibo & vino: si accosta molto bene a formaggi poco stagionati, primi a base di pesce come
tonno, vongole, cozze e verdure.
In particolare consigliamo di abbinarlo al seguente piatto tipico: granetti con le fave.
Prima annata di produzione: 2006.
L’etichetta: si è pensato di attribuire il nome Santapupa per richiamare l’antica tradizione
delle feste paesane, ove si usava concludere i festeggiamenti con il ballo della pupa. Inoltre si
vuole richiamare la tipica espressione “Mannaggia santa pupa da pezz!” (ops) !

Primo imbottigliamento

Vitigno antico che spesso è stato confuso e considerato geneticamente simile ad altri vitigni, come il Trebbiano e il Bombino bianco, risultata poi, attraverso studi più approfonditi una parentela del tutto infondata. Infatti, è stata provata la completa diversità tra loro. Autoctono dell’Italia centro-orientale, dove è conosciuto con i sinonimi di: Cacciadebiti (chiamata così forse perchè l’alta produttività garantiva un buon reddito al coltivatore), Caccione, Uva passera, Uva d’oro , Uva Fermana e Trebbiano di Teramo. La Passerina è un vitigno a bacca bianca diffuso principalmante nel Sud delle Marche, in Abruzzo, nel Lazio nella zona del Frusinate

Carattere: Avant Garde Condensed Medium Bold, Avant Garde Condensed BoldIl carattere scelto è una variante un pò più asciutta di un font progettato a metà anni Sessanta da Herb Lubalin, chiamato col nome della rivista per cui è stato inizialmente pensato, che ha conosciuto un successo immediato e duraturo nel tempo. Abbiamo scelto il font per questo marchio col criterio di rivolgerci a un pubblico più giovane (in senso non necessariamente anagrafico) e di armonizzarsi col nome, che richiama una caratteristica imprecazione abruzzese e insieme la principessa danzante e ardente delle feste tradizionali (per le nostre radici nutriamo un’autentica adorazione…). Al tutto abbiamo unito un’etichetta che esplicitasse attraverso i colori e le scritte le sensazioni gustative che il Pecorino, la passerina e il Montonico evocano al palato

Denominazione: Abruzzo Denominazione di Origine Protetta Passerina Superiore.
Uva: Passerina 100 %.
Altitudine: 210 m s.l.m.
Terreni: medio impasto.
Vigneto: filare, guyot semplice.
Vendemmia: Raccolta rigorosamente a mano, seconda decade di Settembre previa selezione
uve in vigneto.
Vinificazione: Ottenuto il mosto fiore, la fermentazione avviene a temperatura controllata in
acciaio, 14° C- 16° C. La maturazione sarà protratta per circa sei mesi con bâtonnage costanti.
Note di degustazione: vino di colore giallo paglierino, profumo tipico di frutta polposa come
pesca, susina gialla e sentori floreali. Ha un gusto intenso e una buona persistenza.
Cibo & vino: si accosta molto bene a formaggi poco stagionati, primi a base di pesce come
tonno, vongole, cozze e verdure.
In particolare consigliamo di abbinarlo al seguente piatto tipico: granetti con le fave.
Prima annata di produzione: 2006.
L’etichetta: si è pensato di attribuire il nome Santapupa per richiamare l’antica tradizione
delle feste paesane, ove si usava concludere i festeggiamenti con il ballo della pupa. Inoltre si
vuole richiamare la tipica espressione “Mannaggia santa pupa da pezz!” (ops) !

Primo imbottigliamento

Vitigno antico che spesso è stato confuso e considerato geneticamente simile ad altri vitigni, come il Trebbiano e il Bombino bianco, risultata poi, attraverso studi più approfonditi una parentela del tutto infondata. Infatti, è stata provata la completa diversità tra loro. Autoctono dell’Italia centro-orientale, dove è conosciuto con i sinonimi di: Cacciadebiti (chiamata così forse perchè l’alta produttività garantiva un buon reddito al coltivatore), Caccione, Uva passera, Uva d’oro , Uva Fermana e Trebbiano di Teramo. La Passerina è un vitigno a bacca bianca diffuso principalmante nel Sud delle Marche, in Abruzzo, nel Lazio nella zona del Frusinate

Carattere: Avant Garde Condensed Medium Bold, Avant Garde Condensed BoldIl carattere scelto è una variante un pò più asciutta di un font progettato a metà anni Sessanta da Herb Lubalin, chiamato col nome della rivista per cui è stato inizialmente pensato, che ha conosciuto un successo immediato e duraturo nel tempo. Abbiamo scelto il font per questo marchio col criterio di rivolgerci a un pubblico più giovane (in senso non necessariamente anagrafico) e di armonizzarsi col nome, che richiama una caratteristica imprecazione abruzzese e insieme la principessa danzante e ardente delle feste tradizionali (per le nostre radici nutriamo un’autentica adorazione…). Al tutto abbiamo unito un’etichetta che esplicitasse attraverso i colori e le scritte le sensazioni gustative che il Pecorino, la passerina e il Montonico evocano al palato

Abruzzo DOP/DOC Montonico Superiore - Santapupa

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Denominazione: Abruzzo Denominazione di Origine Protetta Montonico Superiore.
Uva: Montonico 100 %.
Altitudine: 274 m s.l.m.
Terreni: medio impasto.
Vigneto: filare, guyot semplice.
Vendemmia: Raccolta rigorosamente a mano, ultima decade di Ottobre previa selezione uve
in vigneto.
Vinificazione: l’ uva dopo la diraspapigiatura, viene tenuta in crio-macerazione per circa 12
ore. Successivamente il mosto fiore ottenuto, viene immesso in un serbatoio d’acciaio per poi
essere chiarificato e avviata la fermentazione a temperatura controllata, svolta dai 14 ° C- 16 °
C. In seguito avverrà l’ affinamento che durerà circa cinque mesi con bâtonnage frequenti.
Note di degustazione: vino bianco fresco, con una spiccata acidità, leggero, sapido con una
buona struttura e persistenza. Si presta ad essere bevuto anche dopo qualche anno.
Cibo & vino: ottimo per aperitivi, zuppe di verdure, funghi, formaggi freschi, antipasti a base
di pesce.
In particolare consigliamo di abbinarlo al seguente piatto tipico: polpette cacio e uova.
Prima annata di produzione: 2006.
L’etichetta:si è pensato di attribuire il nome Santapupa per richiamare l’antica tradizione
delle feste paesane, ove si usava concludere i festeggiamenti con il ballo della pupa. Inoltre si
vuole richiamare la tipica espressione “Mannaggia santa pupa da pezz!” (ops)!

Guida Veronelli ,: ed. 2009-2010-2011 due stelle
Guida Slow Food Slow wine : segnalato
Guida TCI “vini buoni d’Italia”: ed. 2009 – 2011 due stelle
Guida l’espresso vini d’italia 2010 due bottiglie
Concorso Nazionale vini Pramaggiore: Diploma di medaglia d’oro 2008
Guida al vino quotidiano slow food
Miglior vino bianco ad Autochtona 2013

Il “montonico” che prende nome di incerta origine dall’omonimo vitigno, è un prodotto tipico della zona dei comuni di bisenti e parte del comune di cermignano e risale almeno ai tempi dei romani dai quali alcune contrade ancora ne conservano l’appellativo. Dal libro onciario del 1615 si rileva che la coltivazione del “montonico” era floridissima. Ai primi del 1700 si arrivò alla costruzione di botti di rovere della capacità di 100 salme di mosto e, in quei tempi, destò non poca ammirazione una grossa botte costruita senza cerchi di sostegno. Nel catasto del 1760 la coltivazione della vite appare molto più estesa e nell’invasione del 1798-99, i francesi trovano il prodotto così fresco, armonico e profumato da chiamarlo ” le petit champagne ” e richiederne forniture per i vari distaccamenti in Abruzzo
Curiosità
Il nome santapupa per richiamare la tradizione abruzzese che nelle feste paesane usava concludere i festeggiamenti con il ballo della pupa e perché trattasi di tipica espressione popolare facilmente memorizzabile

Carattere: Avant Garde Condensed Medium Bold, Avant Garde Condensed BoldIl carattere scelto è una variante un pò più asciutta di un font progettato a metà anni Sessanta da Herb Lubalin, chiamato col nome della rivista per cui è stato inizialmente pensato, che ha conosciuto un successo immediato e duraturo nel tempo. Abbiamo scelto il font per questo marchio col criterio di rivolgerci a un pubblico più giovane (in senso non necessariamente anagrafico) e di armonizzarsi col nome, che richiama una caratteristica imprecazione abruzzese e insieme la principessa danzante e ardente delle feste tradizionali (per le nostre radici nutriamo un’autentica adorazione…). Al tutto abbiamo unito un’etichetta che esplicitasse attraverso i colori e le scritte le sensazioni gustative che il Pecorino, la passerina e il Montonico evocano al palato.

Colli Aprutini Igt Chardonnay - Peladi

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Denominazione: Colli Aprutini Indicazione Geografica Protetta Chardonnay.
Uva: Chardonnay 100% .
Altitudine: 563 m s.l.m.
Terreni: medio impasto.
Vigneto: filare, guyot semplice.
Vendemmia: Raccolta a mano, prima decade di Settembre.
Vinificazione: fermentazione a temperatura controllata, 14° C – 15° C.
Note di degustazione: delicato colore paglierino, aroma floreale, sapore morbido.
Cibo & vino: antipasti leggeri di carne bianca e pesce.
Prima annata di produzione: 2003.
L’etichetta: La linea PE.LA.DI. è l’ unione della prima sillaba dei cognomi dei tre soci
fondatori. L’idea per questa etichetta nasce dalla volontà di voler creare una realtà unica e
rappresentativa, che sancisca fin dalla base le linee guida dell’azienda: passione, semplicità e qualità.

Primo imbottigliamento

Di origine francese, lo Chardonnay ha ereditato il proprio nome da un piccolo comune nel Maconnais, in Borgogna. Da qui si sarebbe diffuso in tutta la Francia settentrionale e in Champagne dove, dal Medioevo fino ai primi del Novecento, era chiamato “Fromentau” o “Formentau” per il colore dei suoi grappoli simile a quello delle spighe e del frumento maturo. In seguito il vitigno è stato classificato come Pinot-Chardonnay (per la somiglianza con il Pinot bianco, suo parente stretto) e tale denominazione è rimasta in uso sino alle soglie degli anni ‘80. Solo da pochi anni è stata abbreviata in Chardonnay.
Varietà pregiata, con la vocazione a “viaggiare”, è divenuto un vitigno internazionale e attualmente si trova in tutti i cinque continenti. In Italia si è diffuso dapprima nelle Tre Venezie e in Lombardia, ma in questi ultimi anni nuovi impianti si sono moltiplicati in ogni angolo della penisola.
Vitigno vigoroso, si adatta a tutti i tipi di terreno e ai diversi climi. Aspetto interessante dello Chardonnay è il diverso patrimonio aromatico che caratterizza alcuni cloni. Vi sono, infatti, sfumature aromatiche diverse secondo gli ambienti dove è coltivato. Naturalmente nelle zone a maggior vocazione spumantistica, questi aromi sono più delicati, mentre in ambienti più caldi e adatti alla produzione di vini fermi la carica aromatica è più marcata sino ad arrivare ad un sapore moscato

Denominazione: Colli Aprutini Indicazione Geografica Protetta Chardonnay.
Uva: Chardonnay 100% .
Altitudine: 563 m s.l.m.
Terreni: medio impasto.
Vigneto: filare, guyot semplice.
Vendemmia: Raccolta a mano, prima decade di Settembre.
Vinificazione: fermentazione a temperatura controllata, 14° C – 15° C.
Note di degustazione: delicato colore paglierino, aroma floreale, sapore morbido.
Cibo & vino: antipasti leggeri di carne bianca e pesce.
Prima annata di produzione: 2003.
L’etichetta: La linea PE.LA.DI. è l’ unione della prima sillaba dei cognomi dei tre soci
fondatori. L’idea per questa etichetta nasce dalla volontà di voler creare una realtà unica e
rappresentativa, che sancisca fin dalla base le linee guida dell’azienda: passione, semplicità e qualità.

Primo imbottigliamento

Di origine francese, lo Chardonnay ha ereditato il proprio nome da un piccolo comune nel Maconnais, in Borgogna. Da qui si sarebbe diffuso in tutta la Francia settentrionale e in Champagne dove, dal Medioevo fino ai primi del Novecento, era chiamato “Fromentau” o “Formentau” per il colore dei suoi grappoli simile a quello delle spighe e del frumento maturo. In seguito il vitigno è stato classificato come Pinot-Chardonnay (per la somiglianza con il Pinot bianco, suo parente stretto) e tale denominazione è rimasta in uso sino alle soglie degli anni ‘80. Solo da pochi anni è stata abbreviata in Chardonnay.
Varietà pregiata, con la vocazione a “viaggiare”, è divenuto un vitigno internazionale e attualmente si trova in tutti i cinque continenti. In Italia si è diffuso dapprima nelle Tre Venezie e in Lombardia, ma in questi ultimi anni nuovi impianti si sono moltiplicati in ogni angolo della penisola.
Vitigno vigoroso, si adatta a tutti i tipi di terreno e ai diversi climi. Aspetto interessante dello Chardonnay è il diverso patrimonio aromatico che caratterizza alcuni cloni. Vi sono, infatti, sfumature aromatiche diverse secondo gli ambienti dove è coltivato. Naturalmente nelle zone a maggior vocazione spumantistica, questi aromi sono più delicati, mentre in ambienti più caldi e adatti alla produzione di vini fermi la carica aromatica è più marcata sino ad arrivare ad un sapore moscato

Trebbiano D'Abruzzo DOC/DOP - Peladi

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Denominazione: Trebbiano d’Abruzzo Denominazione di Origine Controllata.
Uva: Trebbiano toscano 100 %.
Altitudine: 210 m s.l.m.
Terreni: medio impasto.
Vigneto: filare, guyot semplice.
Vendemmia: Raccolta a mano, la seconda decade di Settembre.
Vinificazione: fermentazione è svolta in acciaio a temperatura controllata, con affinamento
sulle fecce per circa due mesi.
Note di degustazione: colore giallo paglierino, delicato, profumo fine con sentori di frutta.
Cibo & vino: antipasti di pesce delicati, insalata di mare. Uso quotidiano.
Prima annata di produzione: 2003.
L’etichetta: La linea PE.LA.DI. è l’ unione della prima sillaba dei cognomi dei tre soci
fondatori. L’idea per questa etichetta nasce dalla volontà di voler creare una realtà unica e
rappresentativa, che sancisca fin dalla base le linee guida dell’azienda: passione, semplicità e qualità.

Guida Gambero Rosso “Vini d’Italia”: 2010 un bicchiere
Gambero Rosso “l’almanacco del bere bene” 2008 e 2009
Guida l’Espresso i vini d’italia 2010 : 3 bottiglie

Dell’esistenza del vitigno Trebbiano in Abruzzo vi è testimonianza sin dal XVI secolo quando Andrea Bacci, nella sua opera “De naturali vinorum historia …” , segnala la presenza nel Fucino e nell’area Peligna di un vino ottenuto da uve Trebulanum. , è un vitigno a germogliamento medio-tardivo così come la maturazione che indicativamente va dal 10 settembre ai primi di ottobre