Vini rossi

Montepulciano D’Abruzzo COLLINE TERAMANE docg ``MASTROBONO RISERVA``

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Denominazione: Montepulciano d’Abruzzo colline teramane Denominazione di Origine Controllata e Garantita Riserva.
Uva: Montepulciano 100 %.
Altitudine: 210 m s.l.m.
Terreni: medio impasto.
Vigneto: filare, guyot semplice.
Vendemmia: Raccolta manuale, ultima decade di Ottobre previa selezione uve in vigneto.
Vinificazione: l’uva privata del proprio raspo, viene trasportata all’interno di serbatoi di cemento. Il pigiato viene avviato alla fermentazione che è svolta a temperatura controllata con picchi che raggiungono i 30° C. La macerazione si protrae per circa un mese dopo la fine della fermentazione, con la movimentazione quotidiana della massa attraverso rimontaggi manuali. Dopo la svinatura, si lascia “riposare” per circa 7 mesi in serbatoi d’acciaio, per poi permettere l’evoluzione naturale del vino, facendolo maturare in botti grandi di legno di rovere per 24 – 36 mesi. L’affinamento in bottiglia avviene per circa un anno.
Note di degustazione: vino da meditazione, super strutturato, complesso nei profumi e nel corpo.
L’ossigenazione è necessaria: si consiglia la stappatura 4/5 ore prima della consumazione.
Cibo & vino: da bere da solo con cioccolata e sigaro o accostato a carni rosse e selvaggina.
In particolare consigliamo di abbinarlo al seguente piatto tipico: agnello scottadito.
Prima annata di produzione: 2006.
L’etichetta: simbolo per la quercia di un’amicizia nuova, una ritrovata e altre confermate. L’omaggio a Mastro Melchiorre Bono, scalpellino abruzzese, artista minore, poco noto come tanti altri, fondamentale nell’arricchimento della cultura del territorio.

Guida Gambero Rosso “Vini d’Italia”: 2007 finalista tre bicchieri – 2011 due bicchieri
Guida Veronelli ,: ed. 2009-2010-2011 due stelle
Guida slow food “slow wine”: Grandi vini
Guida AIS “ duemilavini” 2011 : quattro grappoli
Guida TCI “vini buoni d’Italia”: 2010 quattro stelle con corona – 2011 tre stelle
Concorso Nazionale vini Pramaggiore: diploma di medaglia d’oro 2008 e 2011
Premio speciale Pramaggiore 2011 (riservato al vino che ha ottenuto il maggior punteggio in ambito regionale)

L’origine dell’uva sembra essere comune alle altre tipologie a bacca nera del meridione, tutte chiaramente derivanti dalla Grecia. Nei secoli rimarrà l’apprezzamento che ne ebbe il condottiero cartaginese Annibale, che tenne sotto scacco Roma per molti anni, rinvigorendo uomini e cavalli con il vino prodotto nel territorio degli Aprutzi. Da più di due secoli va avanti la disputa sulla paternita del nome montepulciano, conteso tra gli abruzzesi e i viticoltori di Montepulciano (SI). La confusione fu dovuta alla similitudine di alcune caratteristiche ampelografiche, e la capacità di produrre vini simili, anche se il montepulciano primutico (primaticcio o anche precoce) risultò essere il prugnolo gentile, clone del sangiovese grosso, quando invece l’uva degli Abruzzi era tardiva rispetto a quella toscana, dava vini decisamente più strutturati, longevi e carichi di profumi e colore. La confusione venne a crearsi nella Baronia di Carapelle, tenuta de’Medici in Abruzzo, areale nel quale vennero importate le prime tecniche viticole ed enologiche evolute dalla Toscana in Abruzzo. Il punto di partenza del Montepulciano attualmente coltivato in Abruzzo, dopo l’avvento della Fillossera (philloxera vastatrix), fu la zona di Torre de Passeri, nell’apertura della Valle Peligna verso l’Adriatico.Si ha notizia di produzione e commercializzazione di vino Montepulciano fin dal 1821 nella vallata del Pescara (presumibilmente nella zona di Tocco da Casauria – Bolognano dove risiedeva la famiglia Guelfi). Tale affermazione è documentata da un rarissimo documento manoscritto di proprietà dell’arch. Tommaso Camplone di Pescara. Da diversi archivi risulta anche che alcuni cloni scampati alla devastazione della fine dell’800, vennero reperiti nella Marsica, in vigne ad altezze alle quali la Fillossera non sopravvive.Dalla vendemmia 2003 alla sottozona Colline Teramane è stata concessa la DOCG..
Curiosità: Mastrobono … Simbolo, per la quercia, di un’amicizia nuova, una ritrovata e altre confermate, di tradizioni, di affetti ritrovati e di amore per il territorio …l’omaggio a Mastro Melchiorre Bono, scalpellino abruzzese , artista minore, poco noto e come tanti altri fondamentale nell’arricchimento del territorio … forse dimenticato

Carattere: Bank Gothic LightCarattere creato nel 1930 da Morris Fuller Benton per l’ATF (American Type Founders), assomiglia alle incisioni murarie del tardo XIX secolo. Il carattere viene definito come una “esplorazione di forme geometriche” di sapore neogrottesco (corrente in voga all’epoca, confluita poi sotto l’egida del surrealismo). Il carattere è stato molto utilizzato al cinema per locandine e poster: Matrix (serie completa), The Day After Tomorrow, 24, Hancock.Pulizia di linee e semplicità di colori e di impianto compositivo come segni della volontà di non aggiungere orpelli e alterazioni che disturbino l’attenzione. È la qualità intrinseca il punto focale del visual merchandising di questo prodotto: il prodotto può vantare un’attenta selezione delle materie prime, una lavorazione accurata e il massimo rispetto per le sue caratteristiche innate, e a un tale equilibrio tra il favore della natura e la dedizione dell’esperto non è appropriato aggiungere troppo.Il carattere trae ispirazione dalle incisioni murarie del tardo Ottocento, creando un nesso affettivo con la pietra di cui sono fatti i paesini abruzzesi e che è stata scolpita da mastro Bono e dai suoi colleghi attraverso tutte le epoche.

Montepulciano D'Abruzzo DOP/DOC - ``La Quercia``

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Denominazione: Montepulciano d’Abruzzo Denominazione di Origine Controllata.
Uva: Montepulciano 100 %.
Altitudine: 210 m s.l.m.
Terreni: medio impasto.
Vigneto: filare, guyot semplice.
Vendemmia: raccolta a mano, ultima decade di Ottobre.
Vinificazione: l’ uva diraspata e pigiata viene immessa nei fermentini in cemento vetrificato, dove viene avviata la fermentazione. Dopo la fine della fermentazione, la macerazione continua per altri dieci giorni, per un totale di circa venti. In seguito alla svinatura, inizia l’affinamento in acciaio che si concluderà con almeno quattro – sei mesi in bottiglia.
Note di degustazione: Montepulciano di qualche anno, presenta delle sfumature violacee,
profumo intenso e tipico di questo vitigno, sapido e corposo.
Cibo & vino: si abbina molto bene con primi di ragù bianco e funghi, arrosti.
In particolare consigliamo di abbinarlo al seguente piatto tipico: chitarra con pallottine.
Prima annata di produzione: 1970.
L’etichetta: la versione rivisitata dell’ unica etichetta presente dalla fondazione di
quest’azienda .

Guida Gambero Rosso “Vini d’Italia”: 2007 Due bicchieri – 2008 due bicchieri – 2009 due bicchieri – 2010 finalista tre bicchieri.
Guida gambero rosso “l’almanacco del bere bene” 2008 e 2009 oscar qualità prezzo
Guida Veronelli : ed. 2007-2008-2009-2010 due stelle
Guida slow food “slow wine”: vini segnalati
Guida AIS “duemilavini” 2011 : tre grappoli – Concorso Nazionale vini Pramaggiore: diploma di medaglia d’oro 2008 e 2011.
Gran Menzione Vinitaly 2001 e 2006.

Il vitigno Montepulciano è originario della Valle Peligna.
Questa notizia confermata da uno scritto dello storico Michele Troia risalente al XVIII secolo, quindi, molto anteriore rispetto a quando si vantavano le origini toscane del vitigno. in questa zona ha subito delle selezioni e si è adattato facilmente alle variazioni ambientali in seguito al suo diffondersi nei territori vicini e in gran parte della regione Abruzzo.
Il nome di questo vino non ha nessun collegamento con il vino Nobile di Montepulciano e l’omonimia risulta quindi puramente casuale. quest’ultimo, infatti, trae origine dalla città in cui viene prodotto, mentre quello abruzzese dal vitigno che ne caratterizza in maniera determinante l’uvaggio.

Carattere: Classica Gallic Light – Il carattere, creato nel 2001 dal designer Thierry Puyfoulhoux, è stato scelto per la pulizia e la somiglianza col carattere utilizzato dal precedente proprietario dell’azienda. Il nocciolo della questione era riuscire a creare un’etichetta che non si discostasse troppo da quella standard che prima vestiva l’immagine dell’azienda “La Quercia” per facilitarci nella fase difficile del passaggio di proprietà, ma allo stesso tempo volevamo che l’etichetta fosse più nostra, più fresca e semplificata. A questo proposito abbiamo semplificato il disegno, eliminando i chiaroscuri e le campiture, e reso lo script più pulito, volevamo che fosse simile agli altri, pulito e geometrico, ma che rivelasse la sua storia, in segno di rispetto per le nostre origini e le nostre tradizioni. Per questo il font utilizzato è una via di mezzo tra lo stile pulito degli altri nostri marchi e quello più storico che ci ha accolti quando abbiamo rilevato l’azienda.

Denominazione: Montepulciano d’Abruzzo Denominazione di Origine Controllata.
Uva: Montepulciano 100 %.
Altitudine: 210 m s.l.m.
Terreni: medio impasto.
Vigneto: filare, guyot semplice.
Vendemmia: raccolta a mano, ultima decade di Ottobre.
Vinificazione: l’ uva diraspata e pigiata viene immessa nei fermentini in cemento vetrificato, dove viene avviata la fermentazione. Dopo la fine della fermentazione, la macerazione continua per altri dieci giorni, per un totale di circa venti. In seguito alla svinatura, inizia l’affinamento in acciaio che si concluderà con almeno quattro – sei mesi in bottiglia.
Note di degustazione: Montepulciano di qualche anno, presenta delle sfumature violacee,
profumo intenso e tipico di questo vitigno, sapido e corposo.
Cibo & vino: si abbina molto bene con primi di ragù bianco e funghi, arrosti.
In particolare consigliamo di abbinarlo al seguente piatto tipico: chitarra con pallottine.
Prima annata di produzione: 1970.
L’etichetta: la versione rivisitata dell’ unica etichetta presente dalla fondazione di
quest’azienda .

Guida Gambero Rosso “Vini d’Italia”: 2007 Due bicchieri – 2008 due bicchieri – 2009 due bicchieri – 2010 finalista tre bicchieri.
Guida gambero rosso “l’almanacco del bere bene” 2008 e 2009 oscar qualità prezzo
Guida Veronelli : ed. 2007-2008-2009-2010 due stelle
Guida slow food “slow wine”: vini segnalati
Guida AIS “duemilavini” 2011 : tre grappoli – Concorso Nazionale vini Pramaggiore: diploma di medaglia d’oro 2008 e 2011.
Gran Menzione Vinitaly 2001 e 2006.

Il vitigno Montepulciano è originario della Valle Peligna.
Questa notizia confermata da uno scritto dello storico Michele Troia risalente al XVIII secolo, quindi, molto anteriore rispetto a quando si vantavano le origini toscane del vitigno. in questa zona ha subito delle selezioni e si è adattato facilmente alle variazioni ambientali in seguito al suo diffondersi nei territori vicini e in gran parte della regione Abruzzo.
Il nome di questo vino non ha nessun collegamento con il vino Nobile di Montepulciano e l’omonimia risulta quindi puramente casuale. quest’ultimo, infatti, trae origine dalla città in cui viene prodotto, mentre quello abruzzese dal vitigno che ne caratterizza in maniera determinante l’uvaggio.

Carattere: Classica Gallic Light – Il carattere, creato nel 2001 dal designer Thierry Puyfoulhoux, è stato scelto per la pulizia e la somiglianza col carattere utilizzato dal precedente proprietario dell’azienda. Il nocciolo della questione era riuscire a creare un’etichetta che non si discostasse troppo da quella standard che prima vestiva l’immagine dell’azienda “La Quercia” per facilitarci nella fase difficile del passaggio di proprietà, ma allo stesso tempo volevamo che l’etichetta fosse più nostra, più fresca e semplificata. A questo proposito abbiamo semplificato il disegno, eliminando i chiaroscuri e le campiture, e reso lo script più pulito, volevamo che fosse simile agli altri, pulito e geometrico, ma che rivelasse la sua storia, in segno di rispetto per le nostre origini e le nostre tradizioni. Per questo il font utilizzato è una via di mezzo tra lo stile pulito degli altri nostri marchi e quello più storico che ci ha accolti quando abbiamo rilevato l’azienda.

Montepulciano D'Abruzzo DOP/DOC - PrimaMadre

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Denominazione: Montepulciano d’Abruzzo Denominazione di Origine Protetta.
Uva: Montepulciano 100 %.
Altitudine: 210 m s.l.m.
Terreni: medio impasto.
Vigneto: filare, guyot semplice.
Vendemmia: Raccolta manuale, ultima decade di Ottobre previa selezione uve in vigneto.
Vinificazione: Dopo la diraspapigiatura, il pigiato viene trasportato in vasche di cemento vetrificato.
La fermentazione avviene a contatto con le bucce ad una temperatura di 30 °C, non oltre, per favorire
l’estrazione. Durante la fermentazione e dopo, per circa dieci giorni, si procede con la
movimentazione della massa che favorisce il contatto liquido (mosto/vino) solido (bucce). Questo
amplia e definisce la struttura del vino finito, che si intensifica con la maturazione prima in acciaio,
dopo in tonneaux per circa sei – otto mesi e l’affinamento in bottiglia per circa sei mesi.
Note di degustazione: colore rosso dalle brillanti sfumature violacee, profumi di sottobosco intensi e
persistenti, leggermente astringente, corpo importante.
Cibo & vino: vino da primi importanti e da arrosti.
In particolare consigliamo di abbinarlo al seguente piatto tipico: timballo.
Prima annata di produzione: 2006.
L’etichetta: fin dai tempi più remoti, la quercia fu considerata un albero sacro e da oracolare. Il suo
culto risale alla preistoria delle civiltà romane, greche e celtiche. Albero preferito dagli Dei e dagli
uomini tanto che conservare un truciolo di questo legno si pensava preservasse dalle disgrazie.
Questa credenza giunge fino ad un recente nostro passato, quando in Abruzzo si coglievano foglie di
quercia su cui era caduto un fulmine per affidarle alle povere reclute in partenza per la guerra. Si
pensava che grazie a questo talismano, i soldati non potessero essere colpiti dalle pallottole e questo
in base alla convinzione che dove il fulmine è caduto una volta non cadrà più.

Guida Gambero Rosso “Vini d’Italia”: ed. 2009 due bicchieri finalista tre bicchieri
Guida Veronelli: ed. 2009-2010-2011 due stelle
Guida AIS “ duemilavini” 2011 : tre grappoli
Guida TCI “vini buoni d’Italia”: ed. 2010 – 2011 tre stelle
Concorso Nazionale vini Pramaggiore: Diploma di medaglia d’oro 2010

Il vitigno Montepulciano è originario della Valle Peligna.
Questa notizia confermata da uno scritto dello storico Michele Troia risalente al XVIII secolo, quindi, molto anteriore rispetto a quando si vantavano le origini toscane del vitigno. in questa zona ha subito delle selezioni e si è adattato facilmente alle variazioni ambientali in seguito al suo diffondersi nei territori vicini e in gran parte della regione Abruzzo. Il nome di questo vino non ha nessun collegamento con il vino Nobile di Montepulciano e l’omonimia risulta quindi puramente casuale. quest’ultimo, infatti, trae origine dalla città in cui viene prodotto, mentre quello abruzzese dal vitigno che ne caratterizza in maniera determinante l’uvaggio.
Curiosità: La quercia, Antica Madre, Primamadre Fin dai tempi più remoti, la quercia fu considerata albero sacro ed oracolare. Il suo culto risale alla preistoria delle civiltà romane, greche e celtiche. Albero preferito dagli Dei e dagli uomini tanto che conservare un truciolo di questo legno si pensava preservasse dalle disgrazie. Questa antica credenza giunge, leggermente modificata, fino ad un recente nostro passato, quando in Abruzzo si coglievano foglie di quercia su cui era caduto un fulmine per affidarle alle povere reclute in partenza per la guerra. Si pensava che, grazie a questo talismano, i soldati non potessero essere colpiti dalle pallottole e questo in base alla convinzione che dove il fulmine è caduto una volta non cadrà più Rosso vinificato tradizionalmente, fermentato per i primi 10 giorni a contatto con le bucce ad una temperatura non superiore ai 28°C. Maturato il primo anno in serbatoi di acciaio inox e successivamente invecchiato per 6/8 mesi in botti di rovere di grandi capacità. Ulteriori 6 mesi di affinamento in bottiglia lo rendono pronto per essere consumato

Carattere: Charlemagne Std-Bold – Carattere creato nel 1989 da Carol Twombly. Le forme di base sono modellate sulla falsariga delle incisioni romane di epoca tardo-imperiale. Si distingue dalle grazie appuntite e nette, molto simili alle maiuscole rettangolari scritte dagli amanuensi nel IX secolo. Tuttora Charlemagne è un carattere tipicamente da titolo, portato per le grandi dimensioni che ne enfatizzano l’eleganza classica.Il nome “prima madre” è l’antico appellativo della quercia, che i Greci ritenevano madre prima di tutti gli alberi. Il nome di questo marchio presuppone un carattere spiccato, adatto ai titoli e alle grandi dimensioni, che evidenzi il ruolo ideologico e il significato dell’albero che dà nome all’azienda. Alla classicità evocata dal nome fanno eco tanto le radici formali del font quanto la scelta cromatica e la pulizia di composizione dell’etichetta.

Montepulciano D’abruzzo Colline Teramane Docg - Primamadre

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Denominazione: Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Denominazione di Origine Controllata e Garantita.
Uva: Montepulciano 100 %.
Altitudine: 210 m s.l.m.
Terreni: medio impasto.
Vigneto: filare, guyot semplice.
Vendemmia: Raccolta manuale, ultima decade di Ottobre previa selezione uve in vigneto.
Vinificazione: Dopo la diraspapigiatura, il pigiato viene trasportato in vasche di cemento vetrificato.
La fermentazione è svolta a contatto con le bucce ad una temperatura di 30 °C, non oltre, per favorire
l’estrazione. Durante la fermentazione e dopo, per circa dieci giorni, si procede con la
movimentazione della massa che favorisce il contatto liquido (mosto/vino) solido (bucce). Questo
amplia e definisce la struttura del vino finito, che si intensifica con la maturazione prima in acciaio
per qualche mese, dopo in botti grandi di rovere francese per circa 8 – 12 mesi con successivo
affinamento in bottiglia per circa 12 mesi.
Note di degustazione: colore rosso intenso, profumi di sottobosco persistenti, equilibrato e piacevole.
Corpo importante.
Cibo & vino: si accosta a piatti grassi quali arrosti, grigliate e cacciagione.
In particolare consigliamo di abbinarlo al seguente piatto tipico: mazzarelle teramane.
Prima annata di produzione: 2006.
L’etichetta: fin dai tempi più remoti, la quercia fu considerata un albero sacro e da oracolare. Il suo
culto risale alla preistoria delle civiltà romane, greche e celtiche. Albero preferito dagli Dei e dagli
uomini tanto che conservare un truciolo di questo legno si pensava preservasse dalle disgrazie.
Questa credenza giunge fino ad un recente nostro passato, quando in Abruzzo si coglievano foglie di
quercia su cui era caduto un fulmine per affidarle alle povere reclute in partenza per la guerra. Si
pensava che grazie a questo talismano, i soldati non potessero essere colpiti dalle pallottole e questo
in base alla convinzione che dove il fulmine è caduto una volta non cadrà più.

Guida Gambero Rosso “Vini d’Italia”: 2009 due bicchieri finalista tre bicchieri
Guida Veronelli: ed. 2009-2010-2011 una stella
Guida TCI “vini buoni d’Italia”: ed. 2010 quattro stelle
Diploma di Gran menzione Vinitaly 2008
Concorso Nazionale vini Pramaggiore: Diploma di medaglia d’oro 2008

L’origine dell’uva sembra essere comune alle altre tipologie a bacca nera del meridione, tutte chiaramente derivanti dalla Grecia. Nei secoli rimarrà l’apprezzamento che ne ebbe il condottiero cartaginese Annibale, che tenne sotto scacco Roma per molti anni, invigorendo uomini e cavalli con il vino prodotto nel territorio degli Aprutzi. Da più di due secoli va avanti la disputa sulla paternita del nome montepulciano, conteso tra gli abruzzesi e i viticoltori di Montepulciano (SI). La confusione fu dovuta alla similitudine di alcune caratteristiche ampelografiche, e la capacità di produrre vini simili, anche se il montepulciano primutico (primaticcio o anche precoce) risultò esserep rilu g“nolo gentile”, clone del “sangiovese grosso”, quando invece l’uva degli Abruzzi era tardiva rispetto a quella toscana, dava vini decisamente più strutturati, longevi e carichi di profumi e colore. La confusione venne a crearsi nella Baronia di Carapelle, tenuta de’Medici in Abruzzo, areale nel quale vennero importate le prime tecniche viticole ed enologiche evolute dalla Toscana in Abruzzo. Il punto di partenza del Montepulciano attualmente coltivato in Abruzzo, dopo l’avvento della Fillossera (philloxera vastatrix), fu la zona di Torre de Passeri, nell’apertura della Valle Peligna verso l’Adriatico.Si ha notizia di produzione e commercializzazione di vino Montepulciano fin dal 1821 nella vallata del Pescara (presumibilmente nella zona di Tocco da Casauria – Bolognano dove risiedeva la famiglia Guelfi). Tale affermazione è documentata da un rarissimo documento manoscritto di proprietà dell’arch. Tommaso Camplone di Pescara. Da diversi archivi risulta anche che alcuni cloni scampati alla devastazione della fine dell’800, vennero reperiti nella Marsica, in vigne ad altezze alle quali la Fillossera non sopravvive.
Dalla vendemmia 2003 alla sottozona Colline Teramane è stata concessa la DOCG

La quercia, Antica Madre, Primamadre. Fin dai tempi più remoti, la quercia fu considerata albero sacro ed oracolare. Il suo culto risale alla preistoria delle civiltà romane, greche e celtiche. Albero preferito dagli Dei e dagli uomini tanto che conservare un truciolo di questo legno si pensava preservasse dalle disgrazie. Questa antica credenza giunge, leggermente modificata, fino ad un recente nostro passato, quando in Abruzzo si coglievano foglie di quercia su cui era caduto un fulmine per affidarle alle povere reclute in partenza per la guerra. Si pensava che, grazie a questo talismano, i soldati non potessero essere colpiti dalle pallottole e questo in base alla convinzione che dove il fulmine è caduto una volta non cadrà più.

Denominazione: Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Denominazione di Origine Controllata e Garantita.
Uva: Montepulciano 100 %.
Altitudine: 210 m s.l.m.
Terreni: medio impasto.
Vigneto: filare, guyot semplice.
Vendemmia: Raccolta manuale, ultima decade di Ottobre previa selezione uve in vigneto.
Vinificazione: Dopo la diraspapigiatura, il pigiato viene trasportato in vasche di cemento vetrificato.
La fermentazione è svolta a contatto con le bucce ad una temperatura di 30 °C, non oltre, per favorire
l’estrazione. Durante la fermentazione e dopo, per circa dieci giorni, si procede con la
movimentazione della massa che favorisce il contatto liquido (mosto/vino) solido (bucce). Questo
amplia e definisce la struttura del vino finito, che si intensifica con la maturazione prima in acciaio
per qualche mese, dopo in botti grandi di rovere francese per circa 8 – 12 mesi con successivo
affinamento in bottiglia per circa 12 mesi.
Note di degustazione: colore rosso intenso, profumi di sottobosco persistenti, equilibrato e piacevole.
Corpo importante.
Cibo & vino: si accosta a piatti grassi quali arrosti, grigliate e cacciagione.
In particolare consigliamo di abbinarlo al seguente piatto tipico: mazzarelle teramane.
Prima annata di produzione: 2006.
L’etichetta: fin dai tempi più remoti, la quercia fu considerata un albero sacro e da oracolare. Il suo
culto risale alla preistoria delle civiltà romane, greche e celtiche. Albero preferito dagli Dei e dagli
uomini tanto che conservare un truciolo di questo legno si pensava preservasse dalle disgrazie.
Questa credenza giunge fino ad un recente nostro passato, quando in Abruzzo si coglievano foglie di
quercia su cui era caduto un fulmine per affidarle alle povere reclute in partenza per la guerra. Si
pensava che grazie a questo talismano, i soldati non potessero essere colpiti dalle pallottole e questo
in base alla convinzione che dove il fulmine è caduto una volta non cadrà più.

Guida Gambero Rosso “Vini d’Italia”: 2009 due bicchieri finalista tre bicchieri
Guida Veronelli: ed. 2009-2010-2011 una stella
Guida TCI “vini buoni d’Italia”: ed. 2010 quattro stelle
Diploma di Gran menzione Vinitaly 2008
Concorso Nazionale vini Pramaggiore: Diploma di medaglia d’oro 2008

L’origine dell’uva sembra essere comune alle altre tipologie a bacca nera del meridione, tutte chiaramente derivanti dalla Grecia. Nei secoli rimarrà l’apprezzamento che ne ebbe il condottiero cartaginese Annibale, che tenne sotto scacco Roma per molti anni, invigorendo uomini e cavalli con il vino prodotto nel territorio degli Aprutzi. Da più di due secoli va avanti la disputa sulla paternita del nome montepulciano, conteso tra gli abruzzesi e i viticoltori di Montepulciano (SI). La confusione fu dovuta alla similitudine di alcune caratteristiche ampelografiche, e la capacità di produrre vini simili, anche se il montepulciano primutico (primaticcio o anche precoce) risultò esserep rilu g“nolo gentile”, clone del “sangiovese grosso”, quando invece l’uva degli Abruzzi era tardiva rispetto a quella toscana, dava vini decisamente più strutturati, longevi e carichi di profumi e colore. La confusione venne a crearsi nella Baronia di Carapelle, tenuta de’Medici in Abruzzo, areale nel quale vennero importate le prime tecniche viticole ed enologiche evolute dalla Toscana in Abruzzo. Il punto di partenza del Montepulciano attualmente coltivato in Abruzzo, dopo l’avvento della Fillossera (philloxera vastatrix), fu la zona di Torre de Passeri, nell’apertura della Valle Peligna verso l’Adriatico.Si ha notizia di produzione e commercializzazione di vino Montepulciano fin dal 1821 nella vallata del Pescara (presumibilmente nella zona di Tocco da Casauria – Bolognano dove risiedeva la famiglia Guelfi). Tale affermazione è documentata da un rarissimo documento manoscritto di proprietà dell’arch. Tommaso Camplone di Pescara. Da diversi archivi risulta anche che alcuni cloni scampati alla devastazione della fine dell’800, vennero reperiti nella Marsica, in vigne ad altezze alle quali la Fillossera non sopravvive.
Dalla vendemmia 2003 alla sottozona Colline Teramane è stata concessa la DOCG

La quercia, Antica Madre, Primamadre. Fin dai tempi più remoti, la quercia fu considerata albero sacro ed oracolare. Il suo culto risale alla preistoria delle civiltà romane, greche e celtiche. Albero preferito dagli Dei e dagli uomini tanto che conservare un truciolo di questo legno si pensava preservasse dalle disgrazie. Questa antica credenza giunge, leggermente modificata, fino ad un recente nostro passato, quando in Abruzzo si coglievano foglie di quercia su cui era caduto un fulmine per affidarle alle povere reclute in partenza per la guerra. Si pensava che, grazie a questo talismano, i soldati non potessero essere colpiti dalle pallottole e questo in base alla convinzione che dove il fulmine è caduto una volta non cadrà più.

Peladi - Montepulciando D'Abruzzo DOC/DOP

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Denominazione: Montepulciano d’Abruzzo Denominazione di Origine Controllata.
Uva: Montepulciano 100%.
Altitudine: 210 m s.l.m.
Terreni: medio impasto.
Vigneto: filare, guyot semplice, pergola abruzzese.
Vendemmia: Raccolta a mano, prima decade di Ottobre.
Vinificazione: diraspapigiatura seguita dalla fermentazione che avverrà a contatto con le
bucce per circa dieci giorni. Svinatura seguita da un affinamento breve.
Note di degustazione: colore rosso intenso con sfumature violacee , profumo tipico del
Montepulciano giovane, buona corposità.
Cibo & vino: carne di vitello, carne di maiale. Cena informale, serata tra amici.
Prima annata di produzione: 2003.
L’etichetta: La linea PE.LA.DI. è l’ unione della prima sillaba dei cognomi dei tre soci
fondatori. L’idea per questa etichetta nasce dalla volontà di voler creare una realtà unica e
rappresentativa, che sancisca fin dalla base le linee guida dell’azienda: passione, semplicità e qualità.

Guida Gambero Rosso “Vini d’Italia”:  ed. 2009  –  2010  due  bicchieri
Gambero Rosso “l’almanacco del bere bene”  2007
Guida slow food “slow wine”:  vini segnalati Presenza almanacco gambero rosso
Guida veronelli 2008 votazione 85 Guida al vino quotidiano slow food

Il vitigno Montepulciano, che nasce proprio come cerasuolo, è originario della VallePeligna. Questa notizia confermata da uno scritto dello storico Michele Troia risalente al XVIII secolo, quindi, molto anteriore rispetto a quando si vantavano le origini toscane del vitigno. in questa zona ha subito delle selezioni e si è adattato facilmente alle variazioni ambientali in seguito al suo diffondersi nei territori vicini e in gran parte della regione Abruzzo.
Il nome di questo vino non ha nessun collegamento con il vino Nobile di Montepulciano e l’omonimia risulta quindi puramente casuale, quest’ultimo, infatti, trae origine dalla città in cui viene prodotto, mentre quello abruzzese, dal vitigno che ne caratterizza in maniera determinante l’uvaggio